19. Una ragnatela ben tessuta che porti nelle fauci della follia.

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E’ incredibile quanto sia intricato e funzionante il meccanismo con cui, una malattia mentale come l’anoressia, possa prendere totalmente controllo della mente di una vittima, portandola a non ritrovare mai più la via per la salvezza da questo baratro di agonia.
Nella società odierna, determinate situazioni e determinati input che portino a entrare in questo circolo vizioso, sono più riscontrabili di qualsiasi altra epoca, creando una malsana e potente convinzione da cui non si può sfuggire, se non attrezzati di una certa forza di spirito e un distinto uso di materia grigia.
Le vittime preferite di questa personificata malattia (ANA), analizzando i punti che seguiranno, è più che comprensibile che siano le giovani adolescenti, ma anche le minoranze, di diverse generazioni e sesso, non sono immuni.

Il boom della moda delle ossa in bella vista, abbiamo avuto la sfortuna, di vederlo nascere in un ambiente di grande impatto culturale: la moda, colei che da sempre viene usata per “indottrinare”, generazione dopo generazione, le persone a seguire i suoi canoni, con la grande autorità che questa ha quando si tratta di dover comportarsi o abbigliarsi ,in modo da esser accettati o non, come OK nella società.
Principalmente, molti non sapranno, ma potranno dedurre, che questa continua ricerca e esigenza di stilisti di far sfilare modelle magre, fosse per semplice agevolazione del lavoro: più magre sono, meno tessuto si usa, più modelle magre ci sono, meno taglie diverse dobbiamo fare dei vestiti.
Ma come ogni probabile comportamento umano, il rischio di esagerazione con conseguente ossessione è sempre dietro le porte.
Da semplice agevolazione nello svolgimento del lavoro, diventa parte integrante della sfilata della modella, alzando il livello di importanza di tale situazione fisica, (e forse per poca mancanza di modestia di personaggi che lavorano in questo campo) fino ad arrivare ad una vera e propria “regola” da adoperare e da rispettare se si vuole diventare modelle.
MODELLE. Desinenza della parola MODELLO. Il significato di tale parola non starò certo qui a spiegarvelo, trattandovi come ignoranti.
Quindi, quando un comportamento umano ben indirizzato ad una precisa funzione, quella di portare alla sofferenza e alla morte, viene attribuito al ruolo che svolge una modella, in un mondo come la moda, le conseguenze saranno disastrose sulla fetta sociale di giovani ragazze, o di tutte quelle persone, che soffrono di bassa autostima e amor per se stessi.
Perché come ogni trauma (quel che svolge la vittima sul suo corpo è un vero e proprio trauma) porta alla negazione che ci sia davvero tutta questa sofferenza e dolore che si provano, alla negazione che tale stile di vita faccia perdere ogni ambizione, sogno e relazione importante nella vita della vittima, è un modo subconscio che il nostro cervello usa per sopravvivere, anche se per poco ancora e si chiama pazzia, tale situazione mentale (non si può chiedere a qualcuno a cui sono rimasti solo i cocci rotti che quelli siano inutili, perché a queste ragazze, rimane solo la malattia, solo i cocci).
Al fatto di dover ascoltare un mondo intero sempre pronto a idolatrare l’illogica coppiata BELLEZZA=MAGREZZA, si aggiunge la ricerca disperata di attenzioni, di vittime delle quali situazioni giornaliere, addizionando molto probabilmente una già bassa autostima, le vite si riempiono.
Sofferenza, grida di aiuto, convinzione di star seguendo un giusto filo logico del significato di bellezza e l’importantissimo, e non ultimo, fattore della semplicità di comunicazione e condivisione, creano la ragnatela perfetta della nostra velenosa e mostruosa Ana (anche solo trattarla in modo figurato come personificazione, mi schifa, perché è ovvio che questa sia frutto della sola immaginazione).
La semplicità con cui oggi si comunica, si condivide e si trovano informazioni, è terreno fertile per ambienti web in cui si possano riunire più vittime insieme, credendo che il fatto di essere tutti ugualmente malati, li renda normali.
Quando si tratta di patologie psicologiche, sembra che questa regola funzioni spesso, mentre se si trattasse di malattie virali o batteriche, non è proprio la stessa storia. Ma entrambi i casi sono malattie, sono situazioni di pericolo di morte, (non è che ora, se tutti hanno al raffreddore, se ce l’ho pure io, sono felice nel sentirmi accettato perché mi trovo nella situazione in cui si trovano tutti, mentre invece se io penso che i cieli siano verdi, e lo pensano anche tutti gli altri, significa che sono normale).
Ah, i buchi nella comprensione della realtà che ci circonda della maggioranza delle persone, sono forse, la principale causa del male della nostra passata, presente e futura società.
Tralasciando la piccola parentesi…il deperimento del corpo e della mente comincia.
Il corpo muore…e con lui la sanità mentale.
La comprensione malsana del significato di bellezza del ventunesimo secolo, stereotipi illogici da seguire, perdita di speranze e ambizioni, sofferenza continua, deperimento fisico e mentale, condivisione della pazzia e LA COMPLETA NEGAZIONE DELLA REALTA’ STESSA DI TALE SITUAZIONE, sono meccanismi che se vengono attivati a tempo debito, nella giusta sequenza, intrappoleranno fino alla morte la vittima, guidata dalle sue folli convinzioni.
Pochissimi casi, (maledico questi meccanismi da trappola mortale), vengono vinti.
La speranza e il coraggio, sono emozioni che l’essere umano, debole come è, difficilmente trova nei momenti giusti.
Ma, queste emozioni esistono e se sei umano, le puoi provare.
Molte vittime galleggeranno ancora ignare nella loro pazzia, nella loro negata sofferenza, ma se…
Una di loro, sta leggendo queste righe….
Per favore, mangi una zolletta di zucchero…
Perché il cervello ha bisogno di zuccheri per funzionare…
e IMPRIMA BENE A MENTE, LA PIU’ REALE E VERA DELLE AFFERMAZIONI:
NOI, ESSERI UMANI, SIAMO NATI PER SPERARE, SIAMO NATI PER ESSERE CORAGGIOSI.
NON CI SAREMO A QUESTO MONDO SE NON FOSSIMO STATI SPINTI A OLTREPASSARE I CONFINI E VINCERE LE SFIDE CHE CI SI PONEVANO DAVANTI.
TU, SEI UMANA/O, SEI UNA PERSONA.
C’E’ SPERANZA IN TE, C’E’ CORAGGIO.
TU MERITI LA VITA.
E RICORDA, L’UNICA SOFFERENZA CHE POTRAI MAI ACCETTARE E’ QUELLA DEGLI SFORZI CHE SI COMPIONO PER ADEMPIERE AI PROPRI OBIETTIVI, PERCHE’ HAI DIRITTO A COMBATTERE.
MA NON SEI OBBLIGATA A SUBIRE DOLORE CHE, AMMETTIAMOLO, NON VUOI MINIMAMENTE PROVARE.
L’unica persona che ti può salvare sei te stessa/o, gli altri potranno solo consigliarti e appoggiarti, ma se…da sola NON DECIDI DI INIZIARE A RIPRENDERE CONTROLLO DELLA TUA VITA, è inutile cercare aiuto dove non lo troverai mai.
Perché il tuo corpo appartiene a te, alla tua coscienza e solo tu decidi realmente cosa deve o non deve fare.

 

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