20. Lettera ad una ragazza incosciente di vedere il mondo attraverso il velo della pazzia.

” Hey,ciao,
sono finita per caso sul tuo blog, e mi ha spinto una voglia matta di scriverti, notando anche che sembra desideri che la gente ti scriva e ti cerchi.
Più scrollavo giù, più mi chiedevo come fa una persona ad accettare il peggio di se stessa.
Notavo che descriverti con aggettivi orrendi, per non parlare della tua morbosa ambizione, sembri non darti fastidio… e uno strano senso di dispiacere mi percuoteva, tanto da sentire il bisogno di, non lo so, provare a dirti il mio punto di vista, un punto di vista su tanti, forse il meno pignolo che riceverai e il più incoraggiante,o almeno questo spero.
Mi chiedo ecco,perché dovresti arrenderti all’idea di essere una persona orrenda?
La tua ambizione è palesemente la ricerca di una sola cosa: la morte.
Perché volere una cosa del genere, significa puntare alla morte, una morte che, visto che tratta l’argomento fisico, forse ti potrà portare un po’ di soddisfazione nel farti sentire bella, perché forse non hai ancora trovato qualcuno che possa vedere la tua personale bellezza (del carattere e non solo), ma bella non ti ci sentirai mai veramente, perché la tua ambizione è cieca e il tuo premio invisibile.
La vita non è bella, la vita è vita, è così complicata che non bastano le belle parole o le brutte parole per descriverla, il mondo è gigantesco, va al di là della semplice concezione umana quello che questo mondo, universo può dare…è vedere solo il lato brutto delle cose, come esseri umani, è lo sbaglio più grande che possiamo fare.
E tu dolorosamente lo stai facendo, sei una persona, una ragazza e per giunta penso intelligente, che tu veda così poco di tutto quello che c’è in questo mondo è deludente, ti crei da sola la malattia e la alimenti, tutto per il semplice fatto di aver accettato la parte più debole di te..gli umani sono deboli, ma quelli che si arrendono e non combattono per la propria vita sono dei codardi, quelli che non voglio realizzare i propri sogni, o almeno provarci, sono dei perdenti.
Ci nasciamo deboli, ma tirare fuori un po’ di coraggio è quello che farà la differenza, sempre.
Tu vuoi veramente continuare ad accettare la parte più debole di te?
Non vorresti qualcosa di più per te stessa?
E’ davvero quel che desideri dalla tua vita quello che stai facendo?
Sei sicura della scelta madornale che hai fatto per il tuo corpo e per la tua stessa salute mentale?
Non so che vita hai potuto vivere, o che carattere hai, per aver fatto certe scelte (ma a questo punto penso non sia stata una vita facile)…ma ricorda sempre, per quanto la vita sia dura, anche solo provare a tirare fuori il meglio di se stessi porta più frutti che non abbandonarsi all’idea di aver perso in partenza.
Sei una ragazza che vuole amare..per amare ci vuole tanto coraggio.
Non importa poi come affronti le cose e la tua vita d’ora in poi (se mai ti sarai posta il dubbio che io cerco di farti venire) ma importa che tu, non lo so, almeno in parte, capisca quanto io scrivendo queste righe ti voglia incoraggiare a poter tirare il meglio di te, a vivere, non a soffrire e maltrattarti.
Non penso meriti questa sofferenza, non questa solitudine (la tua ambizione ti isola da se) e sarei contenta se iniziasti a dubitare di tutto quello che hai voluto credere e accettare fino ad ora.
Per ricevere cose belle dalla vita, bisogna essere belle persone, non perfette, ma provare a tirare il meglio di se ci rende tutti più belli, impegnarci, far vedere che qualcosa possiamo e abbiamo da offrire, ci rende anche quello più belli, potresti essere bellissima, anche solo per una persona, ma potresti esserlo, non pensare mai che qualcuno te lo impedisca, l’unica persona che lo sta impedendo sei tu stessa.
Quello che fai a te stessa, non è bello, lo sai tu, lo sa chi ti sta vicino (anche se sicuramente il tuo punto di vista non lo potranno mai comprendere), ma lo accetti, perché pensi che altro tu non possa fare.
Ma non è vero, ogni persona può fare qualcosa in questa vita…e l’unica cosa che tutti, ma tutti, possono fare, è amare, basterebbe quello a renderti felice e una persona migliore..
Ma non si ama se si vuole morire per se stessi, non si ama se si tira fuori solo il peggio di se stessi..e non si ama da soli.
Io sono sicura che se ti farai coraggio nella tua vita,riuscirai in qualcosa e anche solo il fatto di guadagnare una visione del mondo molto più ampia,sarà già una conquista per te.

Buona fortuna ragazza,ti incoraggio a far maturare il tuo potenziale e non a sotterrarlo sotto strati di paura.”

Con Affetto, M.

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19. Una ragnatela ben tessuta che porti nelle fauci della follia.

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E’ incredibile quanto sia intricato e funzionante il meccanismo con cui, una malattia mentale come l’anoressia, possa prendere totalmente controllo della mente di una vittima, portandola a non ritrovare mai più la via per la salvezza da questo baratro di agonia.
Nella società odierna, determinate situazioni e determinati input che portino a entrare in questo circolo vizioso, sono più riscontrabili di qualsiasi altra epoca, creando una malsana e potente convinzione da cui non si può sfuggire, se non attrezzati di una certa forza di spirito e un distinto uso di materia grigia.
Le vittime preferite di questa personificata malattia (ANA), analizzando i punti che seguiranno, è più che comprensibile che siano le giovani adolescenti, ma anche le minoranze, di diverse generazioni e sesso, non sono immuni.

Il boom della moda delle ossa in bella vista, abbiamo avuto la sfortuna, di vederlo nascere in un ambiente di grande impatto culturale: la moda, colei che da sempre viene usata per “indottrinare”, generazione dopo generazione, le persone a seguire i suoi canoni, con la grande autorità che questa ha quando si tratta di dover comportarsi o abbigliarsi ,in modo da esser accettati o non, come OK nella società.
Principalmente, molti non sapranno, ma potranno dedurre, che questa continua ricerca e esigenza di stilisti di far sfilare modelle magre, fosse per semplice agevolazione del lavoro: più magre sono, meno tessuto si usa, più modelle magre ci sono, meno taglie diverse dobbiamo fare dei vestiti.
Ma come ogni probabile comportamento umano, il rischio di esagerazione con conseguente ossessione è sempre dietro le porte.
Da semplice agevolazione nello svolgimento del lavoro, diventa parte integrante della sfilata della modella, alzando il livello di importanza di tale situazione fisica, (e forse per poca mancanza di modestia di personaggi che lavorano in questo campo) fino ad arrivare ad una vera e propria “regola” da adoperare e da rispettare se si vuole diventare modelle.
MODELLE. Desinenza della parola MODELLO. Il significato di tale parola non starò certo qui a spiegarvelo, trattandovi come ignoranti.
Quindi, quando un comportamento umano ben indirizzato ad una precisa funzione, quella di portare alla sofferenza e alla morte, viene attribuito al ruolo che svolge una modella, in un mondo come la moda, le conseguenze saranno disastrose sulla fetta sociale di giovani ragazze, o di tutte quelle persone, che soffrono di bassa autostima e amor per se stessi.
Perché come ogni trauma (quel che svolge la vittima sul suo corpo è un vero e proprio trauma) porta alla negazione che ci sia davvero tutta questa sofferenza e dolore che si provano, alla negazione che tale stile di vita faccia perdere ogni ambizione, sogno e relazione importante nella vita della vittima, è un modo subconscio che il nostro cervello usa per sopravvivere, anche se per poco ancora e si chiama pazzia, tale situazione mentale (non si può chiedere a qualcuno a cui sono rimasti solo i cocci rotti che quelli siano inutili, perché a queste ragazze, rimane solo la malattia, solo i cocci).
Al fatto di dover ascoltare un mondo intero sempre pronto a idolatrare l’illogica coppiata BELLEZZA=MAGREZZA, si aggiunge la ricerca disperata di attenzioni, di vittime delle quali situazioni giornaliere, addizionando molto probabilmente una già bassa autostima, le vite si riempiono.
Sofferenza, grida di aiuto, convinzione di star seguendo un giusto filo logico del significato di bellezza e l’importantissimo, e non ultimo, fattore della semplicità di comunicazione e condivisione, creano la ragnatela perfetta della nostra velenosa e mostruosa Ana (anche solo trattarla in modo figurato come personificazione, mi schifa, perché è ovvio che questa sia frutto della sola immaginazione).
La semplicità con cui oggi si comunica, si condivide e si trovano informazioni, è terreno fertile per ambienti web in cui si possano riunire più vittime insieme, credendo che il fatto di essere tutti ugualmente malati, li renda normali.
Quando si tratta di patologie psicologiche, sembra che questa regola funzioni spesso, mentre se si trattasse di malattie virali o batteriche, non è proprio la stessa storia. Ma entrambi i casi sono malattie, sono situazioni di pericolo di morte, (non è che ora, se tutti hanno al raffreddore, se ce l’ho pure io, sono felice nel sentirmi accettato perché mi trovo nella situazione in cui si trovano tutti, mentre invece se io penso che i cieli siano verdi, e lo pensano anche tutti gli altri, significa che sono normale).
Ah, i buchi nella comprensione della realtà che ci circonda della maggioranza delle persone, sono forse, la principale causa del male della nostra passata, presente e futura società.
Tralasciando la piccola parentesi…il deperimento del corpo e della mente comincia.
Il corpo muore…e con lui la sanità mentale.
La comprensione malsana del significato di bellezza del ventunesimo secolo, stereotipi illogici da seguire, perdita di speranze e ambizioni, sofferenza continua, deperimento fisico e mentale, condivisione della pazzia e LA COMPLETA NEGAZIONE DELLA REALTA’ STESSA DI TALE SITUAZIONE, sono meccanismi che se vengono attivati a tempo debito, nella giusta sequenza, intrappoleranno fino alla morte la vittima, guidata dalle sue folli convinzioni.
Pochissimi casi, (maledico questi meccanismi da trappola mortale), vengono vinti.
La speranza e il coraggio, sono emozioni che l’essere umano, debole come è, difficilmente trova nei momenti giusti.
Ma, queste emozioni esistono e se sei umano, le puoi provare.
Molte vittime galleggeranno ancora ignare nella loro pazzia, nella loro negata sofferenza, ma se…
Una di loro, sta leggendo queste righe….
Per favore, mangi una zolletta di zucchero…
Perché il cervello ha bisogno di zuccheri per funzionare…
e IMPRIMA BENE A MENTE, LA PIU’ REALE E VERA DELLE AFFERMAZIONI:
NOI, ESSERI UMANI, SIAMO NATI PER SPERARE, SIAMO NATI PER ESSERE CORAGGIOSI.
NON CI SAREMO A QUESTO MONDO SE NON FOSSIMO STATI SPINTI A OLTREPASSARE I CONFINI E VINCERE LE SFIDE CHE CI SI PONEVANO DAVANTI.
TU, SEI UMANA/O, SEI UNA PERSONA.
C’E’ SPERANZA IN TE, C’E’ CORAGGIO.
TU MERITI LA VITA.
E RICORDA, L’UNICA SOFFERENZA CHE POTRAI MAI ACCETTARE E’ QUELLA DEGLI SFORZI CHE SI COMPIONO PER ADEMPIERE AI PROPRI OBIETTIVI, PERCHE’ HAI DIRITTO A COMBATTERE.
MA NON SEI OBBLIGATA A SUBIRE DOLORE CHE, AMMETTIAMOLO, NON VUOI MINIMAMENTE PROVARE.
L’unica persona che ti può salvare sei te stessa/o, gli altri potranno solo consigliarti e appoggiarti, ma se…da sola NON DECIDI DI INIZIARE A RIPRENDERE CONTROLLO DELLA TUA VITA, è inutile cercare aiuto dove non lo troverai mai.
Perché il tuo corpo appartiene a te, alla tua coscienza e solo tu decidi realmente cosa deve o non deve fare.

 

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