23. Caccia in una notte di luna piena

dark-forest1d
Il mio risveglio fu doloroso. Mi sentivo senza forze, totalmente inerme. Sentivo l’umido che mi circondava la gola ed il petto. Faceva molto freddo.
Una luna piena, silenziosa e possente, brillava nella notte oscura.
Non sapevo dove mi trovassi, avevo paura.
Mi alzai barcollando e mi accorsi di trovarmi in un bosco.
Mi toccai il collo, faceva molto male.
La vista del sangue sulle mie vesti mi terrorizzò.
Con il viso scioccato iniziai a urlare per chiedere aiuto. Nessuno mi rispose.
Solo il rumore della vita notturna del bosco si poteva sentire e di come ignorasse completamente la mia esistenza.
Mi sedetti vicino ad un albero cercando di fare mente locale per capire dove mi trovavo. Mi resi conto sconcertata di non ricordare nemmeno più il mio nome.
Misi le mani in tasca alla ricerca di qualche documento, ma trovai solo un nastro rosso che rimisi subito a posto.
Cercai di studiare i miei abiti, ma non mi dicevano nulla. Pantaloni neri e maglietta nera, nient’altro, nemmeno le scarpe.
La mia attenzione fu attirata da un brusio inaspettato alla mia destra. Mi abbassai e mi misi in guardia. Il rumore si sentì di nuovo, ma niente e nessuno sembrava voler sbucare fuori.
Mi avviai lentamente verso l’origine del suono e vidi una figura umana senza scarpe, come me, arrancare sul suo cammino, appoggiandosi con la mano sui tronchi che incontrava e con le unghie lunghe e inumane graffiare la corteccia, producendo il rumore da me sentito in precedenza.
Ad un certo punto la sua attenzione venne attirata da qualcosa alla sua sinistra, sentii un colpo e lo vidi cadere a terra, mi nascosi dietro un albero.
Comparve un uomo con una pistola argentata in mano.
L’altro era per terra agonizzante mentre colui che gli aveva sparato lo colpì con il piede, facendolo girare dall’altra parte in modo da poter essere faccia a faccia con lui.
Si abbassò per guardarlo negli occhi.
-Pensavo fossi da solo…spiegami perché ho sentito prima qualcuno urlare.
-Vaffanculo, cacciatore bastardo!
-Sai, a noi bastardi non piace ripeterci due volte. Rispondi alla mia domanda, demone!
-Non.Lo.So. E ora uccidimi, facciamola finita una buona volta.
Il così detto cacciatore iniziò a prender a pugni la sua preda.
-Ma come mai così debole, demone?
Lui cercò di difendersi e nell’allontanarsi dal cacciatore venne più vicino a me.
Mi aveva vista.
I nostri sguardi si incrociarono, il suo si illuminò, il mio lasciava trasparire tutta la paura che provavo.
Lo sentii bisbigliare: O L I V I A .
E ricordai immediatamente tutto.
Eravamo nel bosco, io e lui.
-I cacciatori sono sulle mie tracce, non voglio che uccidano anche te. Perché mi hai seguito?!
-Perché sei come un fratello per me! Non posso abbandonarti nel momento del bisogno!
-E io non posso permettere che tu muoia a causa mia.
-E che cosa vuoi fare?
-Ti devi dimenticare di me.
-No,James! Non farlo…potresti morire…
-Non ti preoccupare, tornerò da te…e se non tornerò, che tu mi abbia dimenticato non è un problema.
-Ja..a
Le parole mi si bloccarono in gola. Lui mi morse.
Bere il sangue di un suo simile poteva ucciderlo, ma farlo significava avere il controllo mentale sull’altro.
-Quando ti sveglierai e sentirai pronunciato il tuo nome, Olivia, ricorderai tutto, ma per adesso devi dimenticare. Dimentica…
E così fu.
Tornai alla realtà e mi accorsi che il tempo non era minimamente passato.
James aveva ancora lo sguardo su di me e terminò di bisbigliare quello che aveva da dirmi.
-Corri.
Venne colpito alla testa di sorpresa, lo vidi crollare a terra, con gli occhi girati verso l’alto.
Non riuscivo a trattenere le lacrime.
Feci dei passi indietro e nel farlo fui troppo rumorosa.
Il cacciatore stava venendo verso di me, iniziai a correre, ma dentro di me, volevo vendetta.
Sapevo di essere più forte di lui e l’unica cosa che rendeva i cacciatori potenti era che lavoravano in gruppo con armi a noi ostili, ma lui era solo.
Mi mostrai al cacciatore.
La prima cosa che guardò erano i miei piedi nudi, sogghignò sicuro di sè puntandomi la pistola contro.
Era quello che volevo accadesse.
Feci volare la pistola dalle sue mani e la presi io. Sapevo che sarebbe stato estremamente doloroso per me, infatti le mie mani vennero bruciate, letteralmente in fumo.
Puntai la pistola verso di lui e gli sparai alla pancia senza perdere tempo.
Gettai lontano la pistola e mi avvicinai al cacciatore sdraiato per terra.
Stava ridendo istericamente, mentre le mie mani diventavano fumo.
-I miei compagni ti troveranno e ti uccideranno! Hai fatto un grosso sbaglio ad uccidere uno di noi, dovevi semplicemente scappare.
-Stai zitto, è questa la fine che meriti.
E gli saltai alla gola, cibandomi di tutto il suo sangue.
Finita la mia cena, tra le dita bruciate presi il mio nastro e lo rimisi al suo posto, a incorniciarmi la fronte.
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...